Allegra e il miracolo: sarà mamma!!!

autunno

Sono passati altri mesi, abbiamo fatto la nostra fuga quest’estate, ma rientrando nella routine quotidiana è tornato malinconico anche il desiderio di avere un figlio.

Ormai sto perdendo le speranze, le ho provate tutte, compresa quella di convincere mio marito a giocare la carta dell’adozione. Carta perdente, ovviamente. Non capirò mai perché questa risulti così spesso indigesta ai futuri padri, almeno per quanto venga caldeggiata dalle future madri. Eppure se c’è qualcuno che rinuncia a qualcosa è la donna, è a lei che madre natura ha deciso di negare uno dei compiti più forti ed esclusivi, la gravidanza. Ma la considerazione che la creatura non porti con sé il patrimonio genetico del maledetto girino deve essere una forte limitazione. Evidentemente non c’è da capire, solo da accettare e sperare che la futura creatura, semmai si deciderà a venire, non sia terrorizzata all’idea di portare questo grande patrimonio in giro per il mondo per il resto della sua vita. Oddio, e se è per questo che non vuole venire? …pensiero cattivo!

Poi, quando meno te lo aspetti, il miracolo finalmente arriva!

Siamo partiti per una gita, sfuggiti ancora una volta all’occhio indagatore di qualunque medico.

E’ sera, in un bagno di casa altrui, con in mano una minuscola striscietta di cartina al tornasole, una delle tremila della serie. Io incollata a controllare i colori, mio marito intento ad espletare la sua personale funzione idrica. Una sera qualunque e un urlo, il mio:

– Si è colorata, è colorata!  
Una minuscola striscia di carta e noi due come bambini davanti al regalo più bello. E’ il primo saluto di mio figlio. Non sono più vuota, dentro, c’è una vita che pulsa e la sento, non so come sia possibile, ma la sento.

Non dormiamo molto la notte, intenti come siamo io a parlare con la creatura, lui ad annoverare gli ultimi baluardi perduti della sua vita libera. E’ il momento più bello della mia vita.

La mattina dopo, sulla strada per andare in ufficio prendo l’autobus al volo e mi siedo con tre ragazzini armati di zaini. Ascolto le loro parole pensando che, tra qualche anno, potrei essere ancora lì con mio figlio o figlia per portarlo a scuola:

– Ehi, raga! Parliamo in wozzappese?

 

– Si! A m tut a pst, a t?

 

– NO! La str prof ita!

UUUUUUUUU mamminamiabella!!!!! Mi si gela il sangue nelle vene, e se poi non ci capisco niente di questo figlio?????

donna_terrorizzata

Se ti va, lascia direttamente un commento con il tuo profilo Facebook

Lascia un commento