Allegra salva il suo amato coniuge!

allegra primavera2Si salvi chi può!
Dicono che le donne abbiano una capacità di resistenza al dolore maggiore di quanto sia per gli uomini. Così dicono. Certo è, che quello che è accaduto mi lascia moooooooolto riflettere.
E’ mattina, l’uomo che ho sposato, a casa, accusa ripetuti malori. Così chiamo dall’ufficio.
– Come ti senti? – chiedo con una leggera nota di apprensione nella voce.
– È da stamattina che ho una pupilla dilatata e ormai non ci vedo più… 

Via telefono, il medico curante ci dirotta al Pronto Soccorso più vicino. Dall’inferno del luogo dove sono attualmente impiegata, mi precipito a casa (e sono i primi 50 km a velocità supersonica) dove giace bocconi il coniuge malato; ne vinco le prime riottosità e lo carico in auto in direzione Pronto Soccorso (e sono altri 30 km sempre alla velocità del suono).
La Dottoressa al presidio medico di emergenza:
– Signora… noi QUI non abbiamo l’oculista – ….. e che ci state a fare??? verrebbe da chiedersi. In preda al panico, ricarico il coniuge e mi dirigo verso un altro ospedale!! Ma l’uomo che ho sposato impone di esser riportato tra le mura domestiche dove potrà tranquillamente spirare tra le lenzuola del talamo coniugale. 

Ad altezza farmacia un lampo di genio: – Almeno fatti misurare la pressione! – ruggisco io.
All’esito della misurazione, la pressione risulta regolare, inspiegabili restano i battiti cardiaci ormai oltre il centinaio al minuto: l’amato coniuge se la sta facendo sotto, è chiaro!
Come se non bastasse, il farmacista solleva spietati dubbi sullo stato del malcapitato.
Il coniuge è ormai allo spasimo, cammina a stento, mormora il suo testamento spirituale mentre lo infilo di nuovo in macchina e mi dirigo alla velocità della luce – quella del suono è troppo lenta ormai – verso l’altro ospedale (ulteriori 50 km) …… dove apprendo che anche QUI non ha sede l’oculista di Pronto Soccorso.

Da informazioni rese via telefono da parenti e amici pare che questo specialista dell’occhio lavori esclusivamente a un altro ospedale cittadino, ubicato in uno dei maledetti vicoletti del centro storico notoriamente impervi, infrequentabili e soprattutto irraggiungibili. Opero  un repentino cambio di rotta, che neppure in Hazzard (nota serie tv) hanno mai visto, e raggiungo il punto più prossimo dove, mollata l’auto, butto il coniuge ormai inerte su un taxi che ci porta all’ambito Pronto Soccorso.

Siamo il n. 74 in attesa… servono il n. 55!!!  Provo a richiamare l’attenzione di un infermiere ma non accade nulla. Quando ormai le speranze sembrano svanire arriva inatteso uno spiraglio: un medico amico, incontrato per puro caso nei meandri sperduti del Pronto Soccorso di oculistica …..
E’ lui, il nostro salvatore, che appresa la gravità del caso ci porta subito dal Professor Tal dei Tali.
Il Prof: – Che succede? – e il coniuge in un fil di voce spiega.
Il Prof: –Ha assunto medicinali? 
E qui, l’amato coniuge, con un ultimo sforzo, tira fuori dalla sua borsetta una boccetta di strane dimensioni e tappo rosso che non reca etichetta alcuna.
– Ho messo solo le lacrime artificiali, mi bruciava l’occhio” – così parla il discentente dell’autralopitecus africanus.
Dopo un attimo di silenzio, esplode il Prof. Tal dei Tali:– E’ ATROPINA !!!!
Prognosi per lavaggio oculare con atropina: 15 giorni!
Mi astengo da commenti ulteriori.

Ma a voi non è mai successo che l’oculista vi metta l’atropina prima della visita? Sono quelle gocce che servono a dilatare la pupilla e che permettono al medico di visitare bene l’occhio. L’effetto è che si vede tutto molto sfuocato e non si riesce a combinare nulla, bisogna solo aspettare che svanisca l’effetto, di solito ci vogliono alcune ore!

uomo_piange

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