Una ciliegia non vale l’altra…

Lifestyle
maggio 15, 2013

 Giugno è il mese delle ciliegie, il frutto più bello di questo finale di primavera e inizio estate. Intanto, si scrive ciliegie o ciliege? Si può scrivere in tutti e due i modi, anche se una regola ben precisa esiste. Nelle parole che finiscono in –cia e –gia, se la lettera che precede la desinenza è una  vocale, il plurale prende la (ciliegia = ciliegie); se invece la lettera che precede è una consonante,    non si deve usare la i (provincia = province).

Detto questo, torniamo alla nostra spesa. Lo sapevate che l’Italia è uno dei maggiori produttori di ciliegie? Ciò vuol dire che a giugno i banchi dei nostri mercati dovrebbero traboccare di ciliegie. Purtroppo non è sempre così e ciò a causa delle esportazioni di questo frutto molto richiesto all’estero.

Quali sono le qualità più note in Italia? Cominciamo dalla Ciliegia di Marostica, a forma di cuore, con buccia e polpa mediamente sode, di colore variabile dal rosa al rosso scuro, succosa, dal gusto pieno, dolce e molto gradevole. Poi c’è la Ciliegia Durone della Marca, che matura nella seconda decade di giugno ed è riconoscibile per il colore arancione, la buccia lucida e i frutti piuttosto grossi, mentre la polpa bianca è molto soda e poco succosa. C’è ancora la Ciliegia di Vignola con frutti grossi, di colore rosso nerastro e polpa scura, dolci e di ottimo sapore. Infine, la Ciliegia Ferrovia di Turi che si è classificata « migliore ciliegia » dal punto di vista organolettico-degustativo al 14° Concorso Nazionale “Ciliegie d’Italia”.  

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